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Madagascar

Emergenza Ciclone Gezani
Il 10 febbraio un ciclone ha colpito il Madagascar: ci sono molti morti, case e attività commerciali distrutte, ospedali al collasso e l’aeroporto non agibile.
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Life Share si sta prodigando per aiutare la popolazione. Se vuoi dare il tuo contributo puoi inviare una donazione a
LIFE SHARE NETWORK ITALIA ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
IBAN: IT58D0623030532000015142389
CAUSALE: EROGAZIONE LIBERALE PER AIUTO MADAGASCAR
Ecco la testimonianza
del presidente di Life Share
Graziano Crepaldi
che in questi giorni
si trova sull’isola:
​​​​​“Vi racconto quello che abbiamo vissuto qui in Madagascar. Eravamo quasi alla fine della nostra permanenza quando è stato lanciato un allarme ciclone, cosa abbastanza comune in questo periodo. Abbiamo messo in sicurezza la casa, chiudendo tutto, e inizialmente la situazione non sembrava così grave. Nel pomeriggio, però, abbiamo visto onde altissime, fino a dieci metri, e il vento aumentare sempre di più. Anche i locali hanno iniziato a preoccuparsi.
Verso le sette di sera il vento si è fermato del tutto: eravamo nell’occhio del ciclone. C’era una calma irreale e abbiamo pensato che il peggio fosse passato. Poco dopo, invece, è arrivata la parte più violenta: il vento è ripartito con una forza devastante. Si sono rotti quasi tutti i vetri della casa, tetti e pezzi di legno volavano ovunque, perfino pietre enormi trascinate dal mare. Il ciclone è entrato nel soggiorno, l’acqua ha invaso tutto e ci siamo rifugiati dietro i muri portanti, poi in una stanza più sicura, tenendo la porta chiusa con il peso dei nostri corpi. È stata una lotta di quasi due ore. Ho rischiato di essere colpito alla testa da un pezzo di legno. Abbiamo perso praticamente tutto, compresi documenti e oggetti personali, ma siamo sopravvissuti.
All’alba siamo usciti e abbiamo trovato la città distrutta. Ci sono moltissimi feriti e oltre 50 morti solo nella zona vicino a noi. Molte case, soprattutto le più semplici, sono state spazzate via. Un container con degli operai è stato sollevato dal vento e ricadendo ha causato la loro morte. Gli ospedali sono pieni e senza elettricità; si lavora con torce e mezzi di fortuna perché generatori e impianti sono danneggiati.
Ora stiamo cercando di reagire. I nostri collaboratori di Life Share sono vivi ma molti hanno perso la casa, soprattutto famiglie con bambini piccoli. Stiamo organizzando distribuzioni di riso, cibo essenziale e prodotti per purificare l’acqua, perché manca l’acqua potabile. Cerchiamo anche piccoli generatori per ricaricare i telefoni e restare in contatto. La situazione è molto difficile e servirà tempo per ricostruire, ma vogliamo fare il possibile per aiutare chi ha perso tutto.”





